Il Museo delle anime del purgatorio è stato chiamato così in seguito ad un importante evento: il suo nome nasconde numerose testimonianze.
Oggi in Italia e nel mondo ci sono migliaia di musei, che meritano una visita almeno una volta nella vita. Alcuni sono molto particolari, perché espongono oggetti insoliti, altri invece portano in scena sculture e quadri. Il Museo delle anime del purgatorio si trova a Roma, precisamente nella Chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, nota anche come ‘Piccolo Duomo di Milano, per il suo stile neogotico.

Questa chiesa, ubicata sul lungotevere Prati, si presenta con una struttura maestosa e una profonda bellezza. Basta osservarla da fuori per restare incantati dai dettagli e dalle accorte rifiniture. E proprio qui, presso la sacrestia, c’è il Museo delle anime del Purgatorio, al quale si accede attraverso una porta che dà sulla sesta campata della navata di destra. Non è un caso che questo spazio sia stato chiamato così, c’è un motivo molto particolare dietro.
Museo delle anime del Purgatorio, qual è il motivo del suo nome: c’è una spiegazione
La chiesa del Sacro Cuore del Suffragio, dove è ubicato il Museo delle anime del Purgatorio, fu voluta da un missionario, Victor Jouet, perché poco lontano si riuniva la sua confraternita, nota come ‘Anime del Purgatorio’. Nel 1897 un incendiò devastò questa struttura religiosa che divampò in modo particolare in una cappella dedicata alla Vergine del Rosario dove Victor venerava il quadro dedicato alla Vergine con le anime in attesa di essere purificate.

Ma ciò che accade fu ancora più strano: quando l’incendiò venne placato, il missionario notò sul muro un viso infelice, che lui poi interpretò come un’anima che stava cercando aiuto e salvezza. Victor rimase così impressionato da quella ‘visione’ che in seguito volle riunire insieme tutte le testimonianze di persone che avevano vissuto la sua stessa cosa, ovvero avevano visto un’anima che chiedeva pace. Era infatti convinto che i morti potessero parlare con i vivi nel momento del bisogno.
Questa sua ricerca, in cui riuscì ad avere numerose testimonianze, portò poi alla formazione di una sala, nota come il Museo delle anime del Purgatorio. Questa ‘stanza’ ha un’aria abbastanza oscura portata in scena dall’architettura gotica. Qui si trovano le prove che il missionario raccolse vagando per l’Europa: ci sono camice da notte, stoffe, tavole in legno con messaggi delle anime e segni che attestano l’esistenza di un purgatorio, e tantissimi cimeli, tutti esposti in quadri appesi ai muri.