Non fate arrabbiare lo chef! A Cucine da incubo, Antonino Cannavacciuolo usa la mano pesante a proposito di un ingrediente intollerabile.
In una puntata entrata di diritto nel novero dei classici di Cucine da incubo, si vede lo chef Cannavacciuolo indicare con aria interdetta il primo che gli è stato servito per l’assaggio. “Questa cos’è?“, domanda il cuoco stellato alla cameriera. L’interrogata, un po’ a disagio, capisce di non poter far altro che rispondere.

“Glassa di aceto balsamico“, dice, rispondendo al quesito retorico dello chef. Cannavacciuolo sospira e smette di guardare l’offensivo piatto guarnito con la classica spirale di glassa industriale. La sua reazione è vicina. E promette scintille.
Altri pochi istanti, dopodiché Cannavacciuolo si lascia andare al commento più pesante mai espresso nel corso di Cucine da incubo. “Allora, uno viene qua in Emilia, patria di prodotti che ci invidiano in tutto il mondo… poi uno arriva qua e deve accontentarsi di ‘sta glassa di m**da!”
Quando lo Cannavacciuolo distrugge il piatto: la pesante critica dello chef alla glassatura
Ed ecco come il nostro Cannavacciuolo è riuscito a trasformarsi in un poeta epigrammatico: esprime il suo giudizio con una tagliente e diretta invettiva contro la glassa di aceto balsamico, con stile audace e provocatorio. E lo fa con grande trasporto. Ecco perché l’uscita appare tanto coinvolgente: di fatti è diventata da tempo una sorte di meme tra i fan più accaniti di Cucine da incubo.

Conosciamo bene lo chef. Da sempre si batte per la promozione dei prodotti naturali, criticando duramente l’abuso di prodotti dozzinali o surrogati. E con il suo approccio senza fronzoli, lancia in resta, Cannavacciuolo parte di nuovo all’attacco, per vendicare l’offesa subita dalla tradizione culinaria italiana.
Sì, ci va giù pesante, Cannavacciuolo, ma lo fa per difendere l’ideale di qualità e per ricordare come la semplicità e l’autenticità siano valori da tutelare. Lo chef campano proprio non sopporta certe cose. E spesso si è accesso o addirittura indignato di fronte ad atteggiamenti superficiali o a cuochi avvezzi a scorciatoie che offendono la tradizione e il gusto autentico.
Per lo chef la glassa di aceto balsamico è un ingrediente da abolire. Una decorazione che non nobilita il piatto ma lo rende più sciatto e inelegante. Ecco perché il nostro Antonino ha espresso più volte il suo totale disprezzo per le glassature. E, in particolare, per quella di aceto balsamico. Lo chef è avverso a simili prodotti industriali, piene di zuccheri, addensanti e caramello, di norma completamente difformi dall’aceto balsamico tradizionale.